Cure palliative: l’Italia è indietro, 24/ma su 40 Paesi
L’Italia, secondo uno studio della Economist Intelligence Unit, in tema di cure palliative si piazza al 24° posto su 40 Paesi, dimostrando tutta la sua arretratezza. Secondo la classifica, che tiene conto di diversi fattori tra cui disponibilità di farmaci, presenza di reti territoriali e formazione specifica dei medici, i posti migliori dove curare la qualità di vita dei pazienti terminali sono Gran Bretagna e Australia, che totalizzano un punteggio di 7,9 (su una scala di 10).
15 LUG - Ad aggiudicarsi la medaglia di bronzo è la Nuova Zelanda (7,7) seguita da Belgio e Austria (6,8). L’Italia si aggiudica un 4,4, mentre in fondo alla classifica si piazzano India, Uganda e Brasile, che totalizzano circa 2 punti.
Dal rapporto si evince che molte nazioni ricche sono indietro nel punteggio, ad esempio la Danimarca 22/ma, l'Italia o la Sud Corea (32/ma). In questi casi la qualità e l'accessibilità delle cure è spesso povera, e manca una politica di coordinamento. Secondo i dati dell'organizzazione Worldwide Palliative Care Alliance solo l'8% delle persone che nel mondo hanno bisogno di cure palliative riesce ad avervi accesso. Il principale problema emerso dallo studio è la scarsa disponibilità di farmaci, unita alle scarse risorse destinate a quell’ambito. Lo stesso atteggiamento dei governi risulta spesso controproducente: una migliore assistenza, soprattutto domiciliare, ridurrebbe infatti i costi dovuti alle ospedalizzazioni.
G.R.
15 luglio 2010
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