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Mercoledì 22 LUGLIO 2020
Covid. Studio coreano: più facile contrarre il virus in famiglia

Una persona su 10 contrae il virus all’interno della cerchia famigliare, mentre solo due persone su 100 s’infettano attraverso contatti esterni. E il tasso d’infezione all’interno della famiglia risulta più elevato quando il “paziente zero” è un adolescente o un adulto di 60/70 anni. Sono i dati salienti di un ampio studio coreano che ha raccolto i dati sulle infezioni da Covid tra il 20 gennaio e il 27 marzo

(Reuters Health) – Si hanno maggiori probabilità di contrarre il nuovo Coronavirus da membri della famiglia che da contatti esterni. È quanto emerge da uno studio coreano – pubblicato dagli U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – che ha preso in considerazione 5.706 “pazienti zero” risultati positivi al test per il Coronavirus e più di 59.000 persone entrate in contatto con essi.
 
I risultati hanno evidenziato che solo due persone infette su 100 avevano contratto il virus da persone non appartenenti alla cerchia familiare, mentre uno su 10 aveva contratto la malattia in famiglia.
 
Per fascia d’età, il tasso di infezione all’interno della famiglia era più elevato quando il primo caso confermato riguardava adolescenti o sessantenni e settantenni.
 
“I bambini di età pari o inferiore a nove anni avevano il minimo delle probabilità di essere i pazienti zero”, dice Choe Young-june, dello Hallym University College of Medicine che ha co-condotto il lavoro.
 
I bambini con COVID-19 avevano anche maggiori probabilità di essere asintomatici rispetto agli adulti, e ciò ha reso più difficile l’identificazione dei pazienti zero in questo gruppo.
 
I dati sono stati raccolti tra il 20 gennaio e il 27 marzo, quando il nuovo coronavirus si stava diffondendo esponenzialmente e le infezioni giornaliere in Corea del Sud raggiungevano il loro picco.
 
Fonte: Reuters Health News
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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