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Venerdì 24 GIUGNO 2011
Oms Europa. Il "mal di casa" uccide 100 mila persone all'anno

Una casa mal fatta o mal gestita può uccidere. Lo rileva un rapporto dell'Oms. La mancanza di sistemi di rilevazione del fumo in casa è responsabile di 7 mila morti. Quasi 40 mila decessi sono causati dal freddo e 6 mila dall’esposizione al radon. Al fumo passivo sono additabili quasi 15-20 mila decessi e all’uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico in assenza di un’appropriata ventilazione altri 50 mila tra i bambini e 7-8000 tra gli adulti.

Centomila decessi l’anno e un enorme carico di malattia evitabile. Tanto costano all’Europa le pessime condizioni abitative di una parte della popolazione del continente secondo il rapporto “Environmental burden of disease associated with inadequate housing” pubblicato ieri dall’Ufficio per la Regione europea dell’Oms. Nel rapporto, realizzato dal Centre for Environment and Health, per la prima volta messe insieme tutte le conseguenze di una condizione abitativa inadeguate. Undici gli indicatori presi in esame, tra essi il rumore, l’umidità, la qualità dell’aria, il freddo e la sicurezza nell’ambiente domestico.“La casa dovrebbe essere un posto sicuro”, ha commentato Zsuzsanna Jakab, direttore dell’ufficio della Regione europea dell’Oms. “Tuttavia, per molti non è così, soprattutto per le persone più vulnerabili che passano la maggior parte del loro tempo a casa, come i bambini piccoli, gli anziani e le persone con disabilità. Condizioni abitative inadeguate rappresentano un serio pericolo per la salute, ma sono prevenibili. Speriamo che queste nuove evidenze spronino i governi e le autorità locali a rinnovare le politiche abitative per proteggere la salute degli europei e per ridurre le iniquità sociali connesse all’esposizione a lungo termine a rischi ambientali”.
La mancanza di sistemi di rilevazione del fumo in casa, per esempio, è responsabile di 7 mila morti. Quasi 40 mila morti li fa invece il freddo e intorno a 6 mila l’esposizione al radon. Ancora, il fumo passivo causa quasi 15-20 mila decessi e l’uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico in assenza di un’appropriata ventilazione altri 50 mila decessi tra i bambini e 7-8000 tra gli adulti.Ma la mortalità è solo l’esito finale. Avere un’abitazione di cattiva qualità fa ammalare: e così, l’impiego di combustibili solidi fa perdere per ogni 100 mila bambini al di sotto dei 5 anni 577 anni di vita vissuti in buona salute (DALYs) ogni anno, l’esposizione al piombo 79, quella a muffe 40 e l’assenza di rilevatori per il fumo 22.
Senza contare il rumore, un indicatore per cui i dati sono piuttosto scarsi: si sa però che nella sola Germania causa annualmente causa la perdita di 31 DALYs per 100 mila abitanti.Il problema comincia a diventare scottante: “in molte aree della Regione europea le persone passano il 90 per cento del loro tempo in edifici o comunque in «ambienti costruiti»”, sottolineano i ricercatori. E le condizioni sono tutt’altro che sicure. Il 22 per cento delle abitazioni europee è esposto a rumore eccessivo, il 16 per cento è umido e il 18 sovraffollato, il 9 per cento non è sufficientemente riscaldato d’inverno e nel 3 per cento l’acqua corrente è un lusso.
Investire nella sicurezza dell’ambiente domestico potrebbe rivelarsi quindi una spesa lungimirante per i Paesi europei.Per questo i ricercatori considerano il documento come un monito destinato agli amministratori. Ma anche per tutti i soggetti coinvolti nel campo: dai costruttori alle autorità sanitarie.

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