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Giovedì 11 GIUGNO 2015
Blocco contratti PA. Carbone (Fials): “Riaprire la contrattazione per evitare un nuovo ‘caso pensioni’”

L’auspicio della Fials è che il 23 giugno la Corte Costituzionale esprima la illegittimità del blocco contrattuale sulla scia di quanto espresso, ultimamente, per il blocco delle pensioni. Ma per evitare un nuovo buco nelle casse dello Stato (stimato in 35 mld), l’invito al Governo è di riaprire la contrattazione prima della sentenza.

"Il 23 giugno p.v. sarà determinanteperché la Consulta si pronuncerà sulla legittimità del blocco dei rinnovi contrattuali per tutti i dipendenti pubblici, compresi gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale che rappresentiamo. L’auspicio della Fials è che la Corte Costituzionale, esprima la illegittimità del blocco contrattuale sulla scia e motivazioni di quanto espresso, ultimamente, per il blocco dell’indicizzazione delle pensioni". Ad affermarlo, in una nota, è il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone.

"I circa tre milioni di dipendenti pubblici - prosegue Carbone - attendono giustizia dalla sentenza della Corte Costituzionale poiché sono convinti che questo Governo continuerà a tenere bloccati i rinnovi contrattuali anche per il triennio 2016-2018. Infatti l’Avvocatura dello Stato ha già informato la stessa Corte Costituzionale che l’eventuale sblocco contrattuale dal 2010 costerebbe al Governo 35 miliardidi euro con risvolti economici che metterebbero in ginocchio l’economia del Paese. Un pretesto per intimidire la Corte Costituzionale, conoscendo bene che tale costo contrattuale dal 2010 al 2015 si otterrebbe solo con una inflazione programmata al di sopra del 3,2% mentre quella constatata non supera l’1.2%. Una strumentalizzazione del Governo Renzi, per il tramite dell’Avvocatura di Stato, per intimidire la Consulta e negare la restituzione degli aumenti sottratti ai dipendenti pubblici".

Per far fronte a questa situazione, la Fials ha inviato al premier Renzi e al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia una nota per chiedere di "riaprire la contrattazioneprima della sentenza della Consulta sull'incostituzionalità del blocco dei contratti nel pubblico impiego. Un atto dovuto per evitare situazioni simili a quelle venutesi a determinare con la recente sentenza sempre della Corte sulle pensioni, non dimenticando che la medesima Corte Costituzionale, in precedenza, si è pronunciata dichiarando che tali misure di contenimento della spesa sono ammissibili solo momentaneamente e che non possono instaurarsi nel tempo", spiega Carbone, che conclude: "Per i dipendenti pubblici il rinnovo contrattuale è un “diritto” e che la stessa Fials tenterà in tutti i modi e mezzi di far valere fino in fondo. Contratto subito!".

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