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Mercoledì 18 OTTOBRE 2023
Medicina generale. Simccp: “Bene Schillaci su specializzazione unica per la Medicina Generale, di Comunità e delle Cure Primarie”

"Riteniamo quindi che la confluenza tra i due percorsi formativi Cfsmg e Ssmccp rimanga l’unica soluzione percorribile. L’istituzione di un percorso accademico unico consentirebbe di creare una nuova classe di Medici delle Cure Primarie che potranno essere inquadrati giuridicamente sia come convenzionati che come dipendenti (dirigenti medici), tendendo verso un sistema sanitario simile a quello spagnolo", spiega la Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie.

Il Ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo all’ultimo convegno nazionale Fimmg, ha dichiarato di voler transitare dall’attuale Corso regionale di Formazione Specifica in Medicina Generale (Cfsmg) verso una scuola di specializzazione medica al pari degli altri corsi accademici post-laurea.

La Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie (Simccp) ha già manifestato al Ministero della Salute di essere favorevole alla confluenza del Cfsmg all’interno della Scuola di Specializzazione in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie (Ssmccp), andando a costituire una riordinata Scuola di Specializzazione in “Medicina Generale, di Comunità e delle Cure Primarie". Questo purché il riordino segua un graduale processo che veda coinvolte tutte le parti interessate e preservi l’equipollenza con l’attuale percorso specialistico.

La Ssmccp è stata istituita nel 1996 allo scopo di formare medici specialisti nel settore professionale della medicina di famiglia e comunità idonei a ricoprire ruoli dirigenziali nell’area dell’assistenza sanitaria primaria (decreto MURST 3 luglio 1996) ed è stata poi riordinata con il Decreto Interministeriale MIUR – Salute 4 febbraio 2015, n.68. In quest’ultimo è specificatamente indicato che gli ambiti professionali di competenza dello specialista in Mccp sono la medicina clinica generale, le cure primarie, nonché la gestione e la direzione dei servizi territoriali; infine con il DM 11 agosto 2020 lo specialista in Mccp è divenuto idoneo a ricoprire ruoli dirigenziali anche nell’ambito delle cure palliative.

La professionalizzazione dello specialista in Mccp viene raggiunta attraverso un percorso formativo che prevede la frequenza non solo in reparti ospedalieri ma anche negli studi dei medici di medicina generale (Mmg), nella rete delle cure palliative territoriali, negli ospedali di comunità e nei distretti o dipartimenti di cure primarie. Il corpo docente è costituito sia da personale ospedaliero che territoriale compresi i medici di medicina generale.

"Concordiamo che sia importante che nella riordinata scuola in Medicina Generale, di Comunità e delle Cure Primarie il corpo docente sia costituito anche da medici del territorio, purché con idoneo curriculum formativo. Alla luce di quanto sopra descritto, in questo momento ci è difficile immaginare di costituire una nuova scuola di specializzazione per la medicina generale separata dall’attuale Ssmccp: oltre a rappresentare uno spreco di risorse, vanificherebbe l'esperienza nell'ambito delle cure primarie che l’Università ha maturato nel corso degli ultimi 25 anni e che ha portato all’attivazione sul territorio nazionale di 11 SSMCCP. Ciascuna di queste è costituita da una rete formativa integrata Università-Son che è stata accreditata secondo gli standard formativi e assistenziali previsti dal Decreto Interministeriale MUR - Salute del 13 Giugno 2017. Inoltre l'attuale percorso formativo specialistico rispetta gli standard europei per la formazione specifica in medicina generale ai sensi dei commi 3 e 5 dell’art. 28 della Direttiva Europea 2005/36/CE".

"Come Simccp riteniamo quindi che la confluenza tra i due percorsi formativi Cfsmg e Ssmccp rimanga l’unica soluzione percorribile. L’istituzione di un percorso accademico unico consentirebbe di creare una nuova classe di Medici delle Cure Primarie che potranno essere inquadrati giuridicamente sia come convenzionati che come dipendenti (dirigenti medici), tendendo verso un sistema sanitario simile a quello spagnolo.

Concludendo ci preme anche evidenziare la criticità legata alla scarsa attrattività verso alcuni percorsi specialistici da parte dei giovani medici. Quest’anno, infatti, durante la prima fase di scelta per l’immatricolazione alle scuole di specializzazione medica è emerso un dato preoccupante: l’84,66% di borse relative alla Ssmccp sono rimaste vacanti ricalcando l’andamento dell’anno precedente. La Simccp ha per questo motivo sottolineato al Ministero della Salute, in varie occasioni, l’urgenza di rendere attuativo quanto previsto dal DIM 68/2015 e consentire agli specialisti in Medicina di Comunità e delle Cure Primarie fin da ora, di poter esercitare la medicina clinica generale all’interno del Ssn. Siamo convinti che tale provvedimento, renderebbe più attrattiva l’attuale Ssmccp, porterebbe molti colleghi a scegliere di esercitare come medici territoriali ed eviterebbe la loro lenta estinzione".

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