quotidianosanità.it

stampa | chiudi


Lunedì 28 AGOSTO 2023
Arresto cardiorespiratorio. In Liguria corsi di formazione per l’uso dei defibrillatori semiautomatici

Accreditati 13 centri di formazione. Gratarola: “Vogliamo aumentare le possibilità di sopravvivenza per chi è colpito da arresto cardiorespiratorio. È un atto di grande educazione civica oltre che di rispetto per la salute pubblica”. Per l’assessore sarà importante promuovere la formazione anche in ambito scolastico, “per sensibilizzare il personale docente e non docente, gli educatori, i genitori e gli studenti”.

La Giunta regionale della Liguria, su proposta dell'assessore alla Sanità, Angelo Gratarola, ha accreditato 13 centri di formazione sia per lo svolgimento dei corsi di rianimazione cardiopolmonare adulto e pediatrico e utilizzo del defribillatore semiautomatico esterno, sia per il rilascio dell'autorizzazione all'utilizzo dei defribillatori semiautomatici esterni (DAE) in ambiente extra ospedaliero. L'accreditamento arriva dopo i rilievi della Commissione valutatrice di Alisa.

"L'aggiornamento degli enti formatori identifica tutta una serie di soggetti abilitati alla formazione e a eseguire la rianimazione cardiopolmonare e all'utilizzo del defribillatore automatico DAE - sottolinea in una nota l'assessore Angelo Gratarola - Questo tipo di formazione è importante perché l'arresto cardio circolatorio non avviene con tanti segni premonitori, ma spesso in maniera improvvisa. La legge 116 del 2021 favorisce la progressiva diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni. Regione Liguria, in collaborazione con Alisa, il 118, il DIAR dell’Emergenza urgenza, il Comune di Genova e l'Health City Genoa (struttura del Comune per il coordinamento delle tematiche nell’ambito della salute pubblica nella città), oltre a favorire la diffusione capillare di tali presidi, ha intenzione di avviare un programma di addestramento della popolazione alla rianimazione cardiopolmonare, in analogia al progetto Seattle, in seguito al quale la città, già nel 1972, è stata definita come la più cardioprotetta al mondo. Le azioni intraprese nella città americana hanno consentito di raggiungere un tasso di sopravvivenza all’arresto cardiaco al di fuori dell’ospedale almeno dieci volte superiori rispetto al dato italiano. Il Report 2019 della 'Public Health Seattle&King County' ha registrato che a Seattle nel 67% dei casi di arresto cardiaco al di fuori dell’ospedale è stata performata la rianimazione cardiopolmonare da parte di un testimone".

“Per questo progetto – aggiunge il Direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi - andiamo avanti su più fronti: prima di tutto vogliamo implementare la diffusione della conoscenza delle manovre salvavita, attraverso la formazione, nel percorso scolastico, con la sensibilizzazione dei docenti e con il coinvolgimento delle molte realtà del volontariato e del privato che già si occupano di questo tipo di formazione (rispetto alla quale Alisa si occupa dell’accreditamento). Altro aspetto di straordinaria importanza è quello di consentire sempre più facilmente al cittadino di localizzare i defibrillatori automatici DAE: per questa ragione puntiamo sull’implementazione del sito regionale dedicato, con la possibilità di attivare una APP che assicuri in modo semplice e in tempo reale di fornire tutte le informazioni al cittadino e, grazie ad una integrazione con il software del 118, a dare la possibilità di allertare i first responder (gli autorizzati) che si sono segnalati e resi disponibili ad intervenire in caso di bisogno. L’attivazione dei corsi di formazione è uno dei passi che ci avvicina a questi importanti risultati”.

L’applicazione immediata delle manovre rianimatorie (BLS) rallenta il processo di danno cerebrale e sembra facilitare anche il successo della defibrillazione stessa. “La percentuale di successo della defibrillazione – spiega la Regione Liguria nella nota - decresce del 10% ogni minuto che passa dall’inizio dell’evento. E’ infatti dimostrato come l’intervento precoce in fase di arresto cardiocircolatorio, aumenti la sopravvivenza e riduca gli eventi avversi correlati. L’arresto cardiocircolatorio è un evento drammatico ed improvviso, qualsiasi cittadino può esserne testimone, pertanto, più la formazione è diffusa, più aumentano le probabilità di sopravvivenza”. Per tale ragione Regione Liguria ha dato impulso alla progettualità iniziando dall’accreditamento di 13 centri di formazione per lo svolgimento dei corsi di rianimazione cardiopolmonare adulto e pediatrico e utilizzo del defibrillatore automatico e semiautomatico esterno in ambiente extra ospedaliero.

"Sarà importante promuovere la formazione anche in ambito scolastico per sensibilizzare il personale docente e non docente, gli educatori, i genitori e gli studenti - conclude l'assessore Angelo Gratarola - Crediamo che prima Genova e poi gli altri grandi centri urbani della nostra regione, luoghi nei quali oltre ad un'alta densità abitativa c'è anche un importante flusso turistico, possano raggiungere attraverso un opportuno investimento ed un'adeguata formazione standard simili a quelli di Seattle per migliorare la sicurezza della popolazione: è un atto di grande educazione civica oltre che di rispetto per la salute pubblica".

© RIPRODUZIONE RISERVATA