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Giovedì 18 MAGGIO 2023
Perché il confronto della medicina generale di oggi con quella di 30 anni fa è anacronistico



Gentile Direttore,
vorrei aggiungere alcune considerazioni al condivisibile commento della collega Mancin per rimarcare le differenze tra l’odierna MG e quella del secolo scorso, descritte dal dott. Polillo in riferimento all’eccellenza clinica personale aneddotica.

Negli ultimi 30 anni il SSN ha subito una irreversibile evoluzione sotto la spinta della transizione epidemiologica, della crisi endemica della sanità pubblica a vantaggio del marketing e della differenziazione organizzativa in risposta alle crescenti richieste ambientali. L’impatto è stato nel segno del disallineamento tra ospedale e territorio, che si è manifesta in diverse dimensioni così schematizzabili:

Questa “drammatica” divergenza si traduce in dissonanza tra identità, riferimenti culturali, pratiche situate, schemi valutativi e decisionali, dinamiche relazionali e di potere tra attori professionali di I e II livello. Il disallineamento si concretizza in una triplice morsa che soffocamento il medico del territorio, quotidianamente alle prese con paradossi e doppi legami sociali ed organizzativi:

In un contesto a dir poco turbolento, aggravato dalla crisi economica e sociale, spicca il macroscopico ritardo nel rinnovo dell’ACN, latitante ormai da 15 anni, al pari del disinteresse della controparte per la riforma Balduzzi relegata in un cassetto per un decennio, non certo per volontà di un sindacalismo "corporativo" ad essa favorevole. Nella gestione della cronicità la divaricazione tra ospedale e territorio è divenuta un’emergenza e un impari sfida quotidiana per la MG. L'accanimento burocratico-regolatorio della medicina amministrata si concentra sull’atto prescrittivo, in particolare farmacologico, e con i Piani Terepuetici delle ultime “famigerate” Note Aifa – copyright dell’ex ministro prof. Veronesi - è fonte di tensioeni tra generalisti, pazienti e specialisti.

Al cospetto di questo scenario “catastrofico” qual è la ricetta di Polillo? Una formazione prevalentemente ospedaliera, a dispetto delle indicazioni comunitare sulla formazione specifica in MG, per trasformare lo studio del MMG in un mini PS, dove oltre alla gestioine della cronicità e della patologia acuta ordinaria si diagnosticano sindromi coronariche acute e si curano aritmie parossistiche, magari pure a domicilio con elevato rischio medico-legale; la soluzione sta nel trasferire al territorio i compiti clinici di una medicina interna che non esiste più nemmeno in ospedale, dove prevale la segmentazione delle competenze, la delega al super specialista e il sistematico ricorso alla tecnologia per motivazioni difensive.

La sproporzione tra soluzione semplice e problemi di palese complessità è condensata nell’aggettivo “anacronistico”, utilizzato dalla collega Mancin per commentare la comparazione tra la MG odierna e quella di tempi passati, che giustifica l’inemendabile dichiarazione di incompetenza del "medico di base".

La “crisi della medicina territoriale”, Dalla pandemia alla gestione della cronicità tra rischio di declino ed opportunità di rinnovamento è il titolo del libro uscito all’inizio dell’anno, per le edizioni Book Sprint, in cui ho tentato di analizzare e sviluppare i temi sopra accennati.

Dott. Giuseppe Belleri
Mmg in pensione, Brescia

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