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Venerdì 21 SETTEMBRE 2012
Liguria. Trasporti sanitari. Montaldo scrive ai Dg: “Subito verifica per evitare abusi”

La missiva dell’assessore ai 5 Dg delle Asl ligure arriva dopo le polemiche dei giorni scorsi, a causa della denuncia dell’associazione italiana sclerosi multipla  per il trasporto tramite auto medica di alcuni malati costretti a pagare.

“Un impegno diretto perché siano corretti e contrastati tutti  quei comportamenti che per equivoco o per dolo mettono in grave disagio persone che hanno difficoltà e una verifica su tutti i casi, attraverso i distretti sanitari,  sia perché venga evitato un utilizzo non dovuto del servizio, sia perché venga garantito il trasporto a chi ne ha diritto”.  L’ha chiesta questa mattina l’assessore alla salute della Regione Liguria,Claudio Montaldo, attraverso una lettera indirizzati ai cinque direttori delle ASL liguri dopo le polemiche dei giorni scorsi, a causa della denuncia dell’associazione italiana sclerosi multipla  per il trasporto tramite auto medica di alcuni malati costretti a pagare.
 
“Recentemente – scrive Montaldo – si sono verificati diversi casi di persone, non solo quelli segnalati dai mezzi di comunicazione, che hanno vista negata, da parte del medico, la certificazione della non deambulabilità e quindi del trasporto per recarsi ad effettuare esami e cure. E’ noto infatti che in Liguria, con grande ritardo rispetto ad altre regioni, si è passati ad un rigoroso rispetto della normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza, anche per contenere i costi”. “Tutto ciò però – continua l’assessore alla salute – non può andare a svantaggio dei cittadini che vengono privati di un diritto. Nonostante infatti le difficoltà economiche il servizio sanitario deve dare ai liguri le garanzie di assistenza dovute”.
 
L’assessore Montaldo ricorda inoltre ai direttori che, “alla luce dell’ordine del giorno approvato dal consiglio regionale lo scorso 18 settembre, verrà predisposto dall’assessorato alla salute un piano per procedere alla definizione delle modalità di compartecipazione, in base al reddito, per i cittadini non autorizzabili”.

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