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Sabato 05 GENNAIO 2019
E la Fnomceo si rivolge a Grillo e Salvini: “Metteteci nelle condizioni di poter curare tutti”

Un appello ai ministri Grillo e Salvini perché diano ai medici indicazioni per poter continuare a curare, nel rispetto della Legge sulla Sicurezza, tutte le persone che si trovano sul territorio italiano, anche se ‘irregolari’. A lanciarlo è, questa mattina, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, per voce del suo Presidente, Filippo Anelli.
 
“I medici vogliono e devono applicare le Leggi dello Stato - spiega Anelli -. Ci appelliamo ai Ministri della Salute e dell’Interno perché emanino direttive che chiariscano come contemperare le legittime esigenze di sicurezza dei cittadini con il dettato costituzionale e del Codice deontologico che ci impongono di curare tutti”.
 
“Accogliere le persone in difficoltà non è un sintomo di debolezza politica ma di tutela forte dei diritti inviolabili dell’uomo, sanciti dall’articolo 2 della Costituzione, tra i quali quello alla salute, individuale e collettiva, di cui all’articolo 32 - chiarisce Anelli -. Accoglienza alla quale il medico è tenuto anche dal rispetto del Codice deontologico, che gli impone come missione, prima ancora che come dovere, quella di andare verso il prossimo, curando i fragili, gli ultimi, gli emarginati, e di restitutuire loro, attraverso la cura, dignità”.
 
“La Sicurezza, che giustamente sta così a cuore a questo Governo, non può prescindere, per quanto riguarda la tutela della salute, da una straordinaria attenzione nei confronti dei soggetti più deboli, attenzione che ne è anzi presupposto essenziale, per escludere i rischi legati all’instaurarsi di percorsi di cura clandestini o quelli legati alla mancata prevenzione e cura di malattie trasmissibili - conclude il presidente Fnomceo -. Siamo certi che il Governo saprà evitare questi rischi, garantendo sicurezza vera ai cittadini e tutelando la salute di tutti. Attendiamo quindi una circolare applicativa in tal senso, che silenzi tutti i possibili conflitti tra l’obbedienza alla Legge e i principi, di scienza e coscienza, del Codice deontologico”.
 

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