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QS Edizioni - domenica 24 novembre 2024

Governo e Parlamento

Stop Opg: "Si concluda al più presto iter approvazione decreto legge in disussione alla Camera"

immagine 6 maggio - Dopo l'approvazione del testo al Senato, il Comitato Stop Opg sottolinea alcuni passaggi considerati particolarmente positivi. In primis la verifica sull'attuazione delle nuove norme da parte delle Regioni e l'obbligo dei programmi di dimissione.
“Ci auguriamo che l’iter si concluda presto e bene, così da far scattare il conto alla rovescia per la chiusura degli Opg e attuare le nuove norme”. E’ l’auspicio espresso dal Comitato Stop Opg dopo il voto del Senato sul decreto legge 52/2014 che ora è passato all’esame della Camera.
Il Comitato propone poi un’analisi delle novità sin qui introdotte dal testo.

1. Verifica e commissariamento
Tra sei mesi c’è la verifica (Ministeri Salute e Giustizia e Comitato paritetico interistituzionale  Opg) sull’attuazione da parte delle Regioni delle nuove norme. I programmi regionali devono  dimostrare che entro il 31 marzo 2015 gli OPG saranno effettivamente chiusi. Altrimenti scatta  subito il commissariamento per le regioni inadempienti.

2. Regioni possono rivedere programmi Rems a favore dei servizi di salute mentale
Dati i tempi, giustamente, così stretti, è previsto che le Regioni possano rivedere i programmi  sulle Rems, riducendo i posti e re-investendo i finanziamenti per potenziare i servizi di salute  mentale. Le Rems, se le nuove norme sono applicate correttamente, diventano una soluzione quantomeno residuale, visto le nuove disposizioni che privilegiano le misure alternative  all’internamento e quelle relative alla pericolosità sociale Perciò  insistiamo affinché le Regioni rivedano i loro programmi.

3. Obbligo dei programmi di dimissione
Entro 45 giorni dall’approvazione della legge, le Regioni devono trasmettere a Governo e a  Magistratura i programmi di dimissione degli attuali internati in Opg (al 1.4.2014), motivando  le ragioni che dovessero impedirle (e comunque l’internamento è eccezionale e transitorio)
.
4. Di norma si adottano misure alternative all’internamento
Il giudice, anche di sorveglianza, adotta misure alternative al ricovero in Opg, salvo eccezioni, anche per misure provvisorie e per dimissioni. Perciò sarà importante che Regioni (Asl e loro servizi) e Magistratura stabiliscano protocolli di collaborazione.

5. Non si attribuisce la pericolosità sociale perché la persona è emarginata o lasciata senza cure
Le condizioni economico sociali dell’individuo e la mancanza del progetto terapeutico  individuale non possono più motivare la pericolosità sociale e quindi l'internamento, e non  giustificano più le proroghe. Oggi invece un malato proprio perché è senza cure e abbandonato  dai servizi spesso può essere valutato socialmente pericoloso. Lo stesso spesso accade ad un  malato povero, emarginato, senza casa che può diventare, per questa ragione, socialmente  pericoloso e può così finire in Opg. Con le nuove norme non dovrà più succedere che  l’internamento in Opg e le proroghe della misura di sicurezza si adottino per carenze di  assistenza comunitaria o individuale sul territorio o per la condizione di svantaggio sociale  della persona.

6. Limite alla durata delle misure di sicurezza: stop ergastoli banchi
La durata massima della misura di sicurezza non può essere superiore a quella della pena per  corrispondente reato (massimo edittale). Quindi c’è un limite alle proroghe e uno stop ai  cosiddetti ergastoli bianchi.

7. Tavolo monitoraggio Opg
Entro 30 giorni dall’approvazione della Legge, viene istituito un Tavolo per il superamento degli  Opg, che relaziona al Parlamento.
 
6 maggio 2014
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