La bozza di decreto esaminata ieri da Ministero, Regioni e sindacati punta a rendere pienamente operative le Case della Comunità, riformando obblighi, remunerazione e organizzazione della medicina generale e della pediatria. Il nodo più controverso resta l’apertura, seppure residuale e programmata, al rapporto di lavoro dipendente per le cure primarie: domani nuovo incontro con gli emendamenti delle sigle sindacali.IL TESTO

































